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L'amore inverso — Amilcare Spinapolice

Aggiornamento: 1 feb 2023

Intervista con l'autore, di Costanza Ghezzi.

L’amore inverso, uscito il 23 gennaio per Les Flàneurs edizioni, è un giallo a tinte

fosche, che partendo dalla trama investigativa, si evolve in un romanzo nel romanzo, in cui Eros e Thanatos si alimentano a vicenda. Amilcare Spinapolice esordisce nel 2020 con Destino Madrid, Dellisanti Editore. Nel 2022 ha affidato a Thàlia Servizi Editoriali la cura dell’editing del suo secondo romanzo per presentarlo al meglio alla casa editrice. Abbiamo intervistato l’autore per conoscerlo da vicino.


Ciao Amilcare, ti chiedo tre aggettivi per descriverti. Curioso, tranquillo, ironico.


Oltre la scrittura, due cose che ami fare?

Sono un bibliofilo. Possiedo una piccola biblioteca di testi rari e antichi di

ginecologia. Andare per mercatini mi diverte.


È uscito da pochissimi giorni il tuo ultimo libro L’amore inverso, per Le Les

Flaneurs Edizioni. Qual è il tuo personaggio preferito e perché?

Certamente zia Agnese, lei è la rappresentazione del bene, che riesce

a traferire anche dopo la morte in opposizione a Maddalena la cui malvagità è

eterna. Il bene e il male oltre il tempo. Sono dinamiche che non muoiono mai.

(ndr. Zia Agnese è un’anziana signora che svolge un ruolo fondamentale

nell’aiutare e sostenere Luca e Greta a svelare il mistero.)


Che cosa hai provato quando hai avuto tra le mani il libro fresco di stampa?

Un’emozione molto forte. Devo ringraziare l’editore di Les Flaneurs, Alessio Rega, che

ha creduto nella storia. Non è facile trovare un editore che investa su scrittori esordienti.

La sua fiducia e quella dell’editor Annachiara Biancardino mi hanno ripagato delle

levatacce mattutine passate a scrivere.


Da dove è nata l’idea del libro?

Il libro ha una genesi nella mancata maternità basata su una storia vera. Sono ginecologo da oltre quarant’anni, conosco bene la dinamica invalidante della

mancata maternità. 


I tuoi scrittori e scrittrici contemporanei preferiti?

Calvino, Baricco, Lucarelli. Poi leggo e rileggo Camus e Borges. Tra i giovani

Ilaria Palomba con Vuoto, Les Flàneurs, e Mirko Sabatino con La vita anteriore,

Nottetempo.


Sei un lettore debole, medio o forte?

Sono un lettore medio, ma solo perché la mia vista vacilla. Devo al mio oculista

Roberto Fanelli, che mi salvato dalla cecità, se posso ancora leggere, ma

soprattutto scrivere.


Il tuo genere preferito?

Prediligo i romanzi che abbiano una componente filosofica perché mi

costringono a riflettere. Leggo anche i gialli, ma d’autore.


Io scrivo perché…

Perché scrivo? In realtà ignoro la genesi di questa tardiva necessità. Forse per

stare in compagnia di me stesso e contemporaneamente far conoscere i miei

pensieri.


In quale momento della giornata preferisci scrivere? E sei costante nel farlo?

In genere a mattino presto o quando qualcuno dei miei personaggi ha voglia di parlare. 


Hai altri libri nel cassetto?

Sì, sto lavorando a un terzo romanzo e a una raccolta di racconti brevi.


Il team di Thàlia Servizi Editoriali ha curato il primo editing del libro, ci dici

qualcosa della tua esperienza?

Molto bene, non solo per i consigli tecnici, ma anche perché ho trovato

professionisti, motivatori che ben supportano l’autore.


 
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