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Conosciamo gli autori: Ilico Mascioli

Intervista con l'autore, di Costanza Ghezzi.




Copertina del libro Racconti veri e inverosimili di Ilico Mascioli, Effigi edizioni

Ilico Mascioli non è nuovo alla scrittura. È infatti autore di poesie, racconti, romanzi gialli. Un nuovo thriller sarà pubblicato a breve. In Racconti veri e inverosimili, uscito in luglio per la casa editrice toscana Effigi, l’autore esprime al meglio la sua voce, fondendo storia e fantasia. I racconti contenuti nella raccolta narrano di avvenimenti in gran parte accaduti davvero – alcuni hanno per protagonisti gli antenati dell’autore – e di amori più o meno reali sempre con il mare a fare da coprotagonista. Conosciamo da vicino l’autore.



Ciao Ilico, ti chiedo tre aggettivi per descriverti.

Sincero, romantico, generoso.


Quando nasce la passione per la scrittura e quando hai iniziato a scrivere?

All’incirca all’età di 18 anni, con la collaborazione a un giornalino dell’Accademia di Brera, a Milano.


Sei un autore poliedrico, ma qual è il genere che preferisci e nel quale ti ritrovi maggiormente?

Nei momenti più positivi e sereni mi piace scrivere sonetti e improvvisare versi in “ottava toscana” memore dei grandi che hanno vissuto e vivono in Maremma. Ma mi trovo a mio agio raccontando esperienze e fatti di vita, spesso personali. In questo la mia giovane età mi aiuta, grazie alla vita vissuta e alle innumerevoli esperienze che ho affrontato. Ma la fantasia spesso prende il sopravvento portandomi a raccontare come avrei voluto che fossero finite quelle esperienze.


Oltre la scrittura, quali sono i tuoi interessi?

Ovviamente la lettura in primis, poi l’arte figurativa in ogni espressione e infine il mio hobby preferito, oltre ai viaggi, è quello del radiantismo. Sono titolare di licenza di radioamatore dal lontano 1985.


Hai studiato all’Accademia di Brera, a Milano e hai frequentato anche l’ambiente degli artisti della Milano anni Sessanta. Mi vuoi raccontare un episodio che hai particolarmente caro?


Certo! Senza dubbio ricordo l’esperienza partecipata con grande passione, a Sesto San Giovanni nell’anno 1964, quando tutte le sere mi recavo con il pittore Basaglia, il gallerista Fumagalli della Galleria delle Ore e la modella Lucia a insegnare arte e disegno agli operai delle industrie del milanese. È stata un’esperienza bellissima e ancora oggi ripenso a quegli operai, alle loro mani callose che usavano le matite, ai loro sguardi e a quello che mi hanno trasmesso con quei confronti di realtà opposte.

Ma gli anni che ho vissuto nella zona di Brera, e quella vita da bohémien mi sono rimasti nel cuore per le amicizie e incontri stimolanti con gli artisti della scapigliatura milanese e le avanguardie artistiche nell’arte, nella letteratura e teatrale di quel periodo. Per citarne alcuni: Dario Fo, Strehler, Bianciardi, Basaglia, Zigaina, Guttuso, Cappelli, Treccani e tanti artisti del famoso Derby di Via Monte Rosa che spesso erano in zona Brera.


Hai lasciato Milano molti anni fa, è rimasto un qualche legame con la città e cosa ti ha lasciato?

L’amore per la mia Franca che posso dire si è forgiato in 56 anni di vita in comune, è stato più grande di quello che avevo per Milano. L’ho abbandonata certo con un po’ di magone ma è rimasto un filo che tutt’ora, a 81 anni, mi lega a questa città che mi ha dato molto, insegnandomi la vita. Ci vado abbastanza spesso non foss’altro per una visita ai miei genitori che riposano in terra milanese.


I racconti della raccolta che hai appena pubblicato sono molto diversi tra loro, che cosa li unisce?

Senza dubbio il mare che amo con tutto me stesso. Non considerando i due racconti biografici Miracolo all’Arena Civica di Milano e Il campanile del dissenso che raccontano fatti realmente accaduti, gli altri hanno sempre il mare come co-protagonista. Non posso fare altro che amare il mare, sempre… ascoltarlo e viverlo ove mi è stato possibile.


C’è un racconto al quale sei particolarmente affezionato? Ce lo riassumi?

Malgrado l’amore che ho per i protagonisti dei primi tre racconti, devo confessare che L’angelo della Giannella è quello che ho scritto di getto, con le parole che uscivano senza ripensamenti dalla tastiera del computer. La vita di Angelo e l’amore che aveva per il mare è quello che io provo da sempre. Vorrei finire i miei giorni inoltrandomi dalla riva verso il largo fino a scomparire.


Spiaggia della Giannella, Orbetello, prima metà del '900
Spiaggia della Giannella, Orbetello, prima metà del '900

Che tipo di lettore sei e qual è il tuo genere di lettura preferito?

Sono un lettore assiduo e ultimamente le mie letture preferite riguardano testi firmati da autori maremmani. Trovo che la nostra provincia sia molto ben rappresentata dagli amici scrittori che ci vivono… sarà l’aria di mare!


Hai nuovi progetti di scrittura?

Progetti molti, ma spesso quando penso a un nuovo libro mi devo ricordare di guardare la mia carta d’identità!


Hai affidato a Thàlia la cura di alcuni tuoi testi, com’è stata la tua esperienza di collaborazione?

Devo dire con tutta sincerità e in buona fede assoluta che senza il suo prendermi per mano, avrei ancora le mie storie tutte nel cassetto. Non posso che considerare Thàlia un’amicizia preziosa e altamente professionale.













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