Una mattina come tante — Sabrina Cionini

Un libro autobiografico che racconta il percorso di una donna per uscire da un rapporto violento. A cura di Thàlia Servizi Editoriali.


Barbara è una giovane donna, bella, socievole e piena di idee, con alle spalle un’infanzia difficile, a causa del rapporto disfunzionale e violento dei genitori che la fa crescere in un clima anaffettivo e di paura continua. Inoltre, Francesca, la sorella maggiore di Barbara, ha una grave disabilità che la rende non auto sufficiente e che catalizza le poche energie affettive della madre, succube del marito e dei suoceri con i quali vive, oscurando del tutto le necessità soprattutto affettive di Barbara che si sente invisibile.

Appena adolescente, Barbara, innamorata dell’amore e spinta dal desiderio di allontanarsi dalla famiglia, incontra Lui – uomo del quale mai viene fatto il nome – e dopo 10 anni di fidanzamento decide di sposarsi. La relazione presto diventa tossica, il marito a poco a poco si rivela un violento e un manipolatore, che cerca di allontanare Barbara dai familiari e dagli amici. La insulta, la denigra, è geloso di lei in modo ossessivo, quando è lui stesso a tradire. Diventa una presenza oscura e minacciosa che fa perdere a Barbara certezze e punti di riferimento, fin quando la ragazza, toccato il fondo della disperazione, inizia un processo doloroso e commovente di separazione, una disintossicazione dalla dipendenza affettiva, alla ricerca di se stessa. Inizia così di nuovo a volersi bene, a ritrovare desideri e interessi. Nel percorso di rinascita e di uscita dalla violenza incontra Giulio, un uomo gentile, una figura maschile positiva e benefica, insieme al quale deciderà di vivere e di formare una famiglia. Il racconto di Sabrina, a tratti in forma di diario, si dipana parallelamente alla storia della violenza che subiscono la madre e, di riflesso, la sorella Francesca. È proprio la testimonianza della madre Maria ad aprire il romanzo, perché l’autrice vuole sottolineare come la violenza nella relazione si espanda e contamini anche i figli e le figlie. Sabrina Cionini vuole partire dalle origini della sua esperienza, vuole parlare di sé per parlare alle donne, in modo che la sua sofferenza sia di esempio, di condivisione e di monito.

Una storia commovente, una scrittura essenziale e affilata, che arriva dritta al cuore con la generosità e il coraggio di una donna che non si è arresa e che dal suo dolore ha saputo costruire una vita piena di bellezza.

Nel rapporto tossico con un narcisista, rischi di perdere la bussola, di non sapere più chi sei. Ti perdi, perdi il contatto con te stessa, con le tue emozioni, perdi le gioie più belle della vita, sei sempre accelerata, non ti fermi a guardare un tramonto, non ascolti il canto degli uccelli, non ammiri gli alberi in fiore. Non ti ascolti mai.
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